05
Dicembre

28/11/2016 - Il Consiglio dei Ministri di giovedì scorso ha approvato, in via preliminare, due decreti legislativi in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico.


I due provvedimenti sono volti ad armonizzare la normativa nazionale in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della Legge Europea 2013 bis (Legge n. 161 del 30 ottobre 2014).

Non è stato esaminato un terzo decreto, circolato alcune settimane fa insieme agli altri due, relativo alla semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici, che disciplinerà la certificazione acustica e introdurrà il certificato di conformità ai requisiti acustici passivi degli edifici (leggi i dettagli).

Il primo dei due decreti approvati giovedì armonizza la normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, ai sensi dell'articolo 19 comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h) della Legge 161/2014, con l’obiettivo di ridurre le procedure di infrazione comunitaria aperte nei confronti dell’Italia in materia di rumore ambientale e di risolvere in modo definitivo alcune criticità normative

Il disegno di legge introduce novità per la figura del tecnico competente in acustica, al fine di garantire uniformi condizioni di accesso alla professione, anche attraverso l’istituzione di un apposito elenco nazionale.

Il decreto interviene, inoltre, in materia di applicazione dei valori limite e di azioni mirate alle autorizzazioni all’esercizio di sorgenti sonore, quali le infrastrutture dei trasporti e le attività produttive, oltre che la mitigazione dell’inquinamento acustico e la salvaguardia delle popolazioni e degli ecosistemi.

Altro obiettivo del decreto è quello di regolamentare attività particolarmente sensibili al rumore ambientale e fino ad oggi escluse dalle normative quali gli impianti eolici, le aviosuperfici, le elisuperfici, le idrosuperfici, le attività e discipline sportive e le attività di autodromi e piste motoristiche.

Il secondo decreto reca disposizioni per far aderire la normativa italiana con la Direttiva 2000/14/CE e con il Regolamento CE 756/2008, a norma dell’articolo 19, comma 2, lettere I), L) e M) della Legge 161/2014. Nello specifico ha l’obiettivo di ricondurre a norma l’insieme delle macchine rumorose operanti all’aperto, importate da Paesi extracomunitari e poste in commercio nella distribuzione di dettaglio per le quali mancava la certificazione e la marcatura CE. Si affida la responsabilità in materia agli importatori presenti sul territorio comunitario, colmando così un vuoto normativo e garantendo maggiore sicurezza all’utenza.

Il provvedimento mira anche a raggiungere obiettivi di semplificazione sia nei procedimenti di autorizzazione degli Organismi di certificazione, sia per i rinnovi in concomitanza con gli accreditamenti o il loro rinnovo da parte di ACCREDIA. Viene inoltre rafforzata la disciplina sanzionatoria prevista, conferendo ad ISPRA maggiori poteri di accertamento e verifica.

22
Dicembre

Il GSE ha aggiornato, nella sezione web Conto Termico, il Contatore che consente di visualizzare i principali dati relativi all’andamento del meccanismo incentivante introdotto dal DM 28 dicembre 2012 (“Conto Termico”).

Il Contatore, aggiornato con cadenza mensile, è focalizzato sulla procedura di Accesso Diretto agli incentivi.

Al 1° dicembre 2015 risultano ammesse all’incentivo 14.934 richieste, 656 in più rispetto al mese precedente (m/m), per un totale di incentivi complessivamente impegnati pari a oltre 53 milioni di euro (+2,47 mln. m/m), di cui 43,4 milioni di euro (+1,81 mln. m/m) riconducibili ad interventi effettuati da Soggetti privati e 10,2 milioni di euro (+0,66 mln. m/m) ad interventi effettuati da Amministrazioni pubbliche.

L’impegno di spesa annua cumulata per il 2015 è di 19,12 milioni di euro, di cui 14,52 milioni di euro per i Soggetti privati e 4,6 milioni di euro per le Amministrazioni pubbliche. Tali importi sono fermi al 1° luglio 2015 poiché l’attivazione di nuovi contratti nel semestre in corso (luglio – dicembre 2015) ha effetto, in termini di erogazione degli incentivi, sul 1° semestre 2016, con il pagamento della prima rata il 31 gennaio 2016.

L’impegno di spesa annua cumulata per il 2016 è di quasi 21,83 milioni di euro (+1,10 mln. m/m), di cui 3,77 milioni di euro (dei 200 mln. disponibili) riconducibili alle Amministrazioni pubbliche e 18,06 milioni di euro (dei 700 mln. disponibili) a Soggetti privati.

21
Dicembre

Il GSE informa che è stato aggiornato al 31 ottobre 2015 il Contatore del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici.
Il costo indicativo annuo risulta pari a circa 5,745 miliardi di euro, con una diminuzione di circa 21 mln di euro rispetto al mese precedente.

Il contatore dà conto degli oneri di incentivazione imputabili agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6 (quota rinnovabile), con i Certificati Verdi (CV), con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti incentivati mediante il Conto Energia per il Solare Termodinamico, agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure d'asta ai sensi del D.M. 6/7/2012 e agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione agli incentivi del D.M. 6/7/2012 a seguito dell' entrata in esercizio.

La riduzione osservata rispetto al mese precedente è da imputarsi principalmente alla scadenza del periodo di incentivazione di alcuni impianti a CV, nonché alla decadenza del diritto di accesso all’incentivazione di impianti del D.M. 6/7/2012 a seguito di verifiche effettuate.

Le modalità di calcolo utilizzate sono illustrate nel documento informativo "Il Contatore degli oneri delle fonti rinnovabili".
Nel documento “Scenari di evoluzione del contatore FER definito dal D.M. 6/7/2012” sono forniti possibili scenari di evoluzione del costo indicativo degli incentivi nei prossimi mesi.

18
Dicembre

Il GSE pubblica, in qualità di Responsabile per il Collocamento e ad ausilio degli operatori del settore, il Calendario consolidato delle aste “primarie” di quote CO2 per il 2016. Il calendario include date, orari e volumi delle sessioni d’asta della Piattaforma transitoria comune europea (T-CAP) e della Piattaforma nazionale tedesca, entrambe gestite dal mercato regolamentato European Energy Exchange (EEX), nonché i relativi dati della Piattaforma nazionale britannica, gestita dal mercato regolamentato ICE Future Europe (ICE).

Relativamente alle quote EUA, nel 2016 sarà messo all’asta a livello europeo un quantitativo totale di 733.765.000 quote di emissione. In particolare, 448.697.500 quote (EUA) saranno oggetto d’asta presso la piattaforma transitoria comune europea (T-CAP), per conto di 25 Stati membri della UE, mentre 40.549.500 EUA saranno collocate tramite asta sempre sulla piattaforma comune europea (T-CAP) per conto della Polonia in una sessione d’asta a sé stante. 160.770.500 quote (EUA), infine, saranno collocate presso la piattaforma nazionale definitiva tedesca (EEX DE) e 83.747.500 quote (EUA) presso la piattaforma definitiva britannica (ICE UK).

I quantitativi di quote EUA A sono invece così ripartiti: 4.099.000 quote verranno messe all’asta sulla T-CAP per conto dei 25 Stati membri e 120.000 quote per conto della Polonia; la Germania metterà all’asta sulla propria piattaforma 857.500 EUA A, mentre il Regno Unito 921.000 quote.

Per l’Italia le quote EUA da mettere all’asta nel 2016 saranno 77.376.000, suddivise in sessioni d’asta da 592.000 quote, tranne nel mese di agosto, quando il quantitativo delle quote sarà dimezzato. Le quote EUA A ammontano invece a 749.000, suddivise in 6 sessioni d’asta.

La prima asta di quote EUA presso la Piattaforma comune si terrà l’11 gennaio tra le 9 e le 11 a.m. (Central European Time). Successivamente, le aste avranno luogo ogni lunedì, martedì e giovedì di ciascuna settimana fino al 16 dicembre 2014, fatte salve le festività indicate. Le aste di quote EUA A si terranno, invece, con un cadenza meno regolare: per la T-CAP la cadenza sarà bimestrale e le aste avranno luogo il mercoledì. La Polonia opererà sulla T-CAP un mercoledì ogni due settimane circa, per un totale di 12 sessioni d’asta di quote EUA, ed una di EUA A durante il 2016.

La prima asta di quote EUA sulla piattaforma nazionale tedesca EEX DE si terrà venerdì 15 gennaio, dalle 9 alle 11 a.m. e successivamente ogni venerdì allo stesso orario, mentre le EUA A saranno messe all’asta solo una volta, di mercoledì. Infine, la piattaforma nazionale britannica ICE UK gestirà le aste di quote EUA una volta ogni quindici giorni, il mercoledì dal 13 gennaio in poi nella medesima finestra temporale, e le EUA A in due sessioni d’asta nel corso dell’anno, previste anch’esse per il mercoledì.

Il mercato regolamentato European Energy Exchange (EEX) rimarrà gestore della piattaforma transitoria comune (t-CAP) fino ad agosto 2016 e conseguentemente le tempistiche delle sessioni d’asta dopo questa data sono indicative e suscettibili di aggiornamento. Il calendario sarà aggiornato in caso di nomina della piattaforma nazionale polacca.

Si ricorda che gli operatori nazionali possono partecipare alle aste su tutte le piattaforme operative.

Il Calendario consolidato sarà periodicamente aggiornato ed è disponibile nel riquadro Avviso agli Operatori nella sezione Gas, CO2 e Servizi Energetici > Aste CO2.

17
Dicembre

Il GSE ricorda ai produttori di impianti di produzione incentivati che, a partire dalle competenze del mese di gennaio 2016, gli incentivi saranno erogati esclusivamente sulla base dei dati di misura trasmessi dal gestore di rete, come previsto dalla delibera 595/2014/R/eel dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
Si rimanda alla news del 29 settembre 2015 per i chiarimenti già resi noti dal GSE in merito all’applicazione della citata delibera.
Si evidenzia, inoltre, secondo quanto riportato all’articolo 5 dell’allegato A della citata delibera:

con riferimento agli impianti di produzione in bassa tensione, con potenza nominale superiore a 20 kW ed entrati in esercizio in data antecedente il 27 agosto 2012, qualora il misuratore dell’energia elettrica prodotta non sia, come reso evidente dal gestore di rete al produttore, compatibile con il sistema di telelettura del gestore medesimo, o sia posizionato in un punto non idoneo alla telelettura, il gestore di rete assume, per tale impianto, la responsabilità delle attività di installazione e manutenzione del misuratore dell’energia elettrica prodotta;
con riferimento agli impianti di produzione in media e alta tensione, con potenza nominale superiore a 20 kW, qualora il misuratore dell’energia elettrica prodotta non sia, come reso evidente dal gestore di rete al produttore, compatibile con il sistema di telelettura del gestore medesimo, ovvero sia posizionato in un punto non idoneo alla telelettura, il produttore effettua le modifiche o le sostituzioni allo scopo indicate dal gestore di rete.
Il gestore di rete, a seguito delle verifiche di propria competenza, e in particolare quelle in merito all’applicazione dell’art. 3 comma 1 dell’allegato A alla delibera 595 2014/R/eel, comunicherà al GSE, entro il 31 dicembre 2015, la data di effettiva assunzione della responsabilità della rilevazione delle misure dell’energia elettrica prodotta degli impianti interessati.

Pertanto, il mancato adeguamento dei produttori alle disposizioni previste dalla delibera comporterà la sospensione nell’erogazione degli incentivi da parte del GSE.

In aggiunta a quanto previsto dalla delibera, nel caso di impianti costituiti da più sezioni, anche non incentivate (ivi inclusi i potenziamenti di impianti fotovoltaici di cui alla news del 13 giugno 2013, si precisa che l’impianto deve essere provvisto di idonee apparecchiature di misura che permettano di rilevare l’energia elettrica prodotta rispettivamente dalla porzione di impianto incentivata e da quella non incentivata.

In tal caso le diverse sezioni di impianto devono essere adeguatamente rappresentate sul sistema GAUDÌ.

Si raccomanda, in ogni caso, l’installazione di apparecchiature di misura dell’energia lorda prodotta, predisposte per la telelettura, per ogni sezione costituente l’impianto, al fine di consentire un maggior controllo dei dati utili al riconoscimento degli incentivi e agevolare eventuali riscontri in merito all’effettiva produzione dell’impianto in caso di malfunzionamento delle altre apparecchiature di misura.

Si precisa, infine, che gli indirizzi e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. dovranno essere utilizzati esclusivamente per le comunicazioni relative a eventuali modifiche impiantistiche degli impianti incentivati.

15
Dicembre

Con l’attivazione di un presidio fisso presso la sede del GSE, si rafforza ulteriormente la collaborazione tra il Gestore dei Servizi Energetici e la Guardia di Finanza per potenziare ulteriormente i controlli nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, aumentando così la capacità di dissuasione nei confronti di atteggiamenti illegittimi. I militari avranno accesso diretto ai database del GSE, Gestore dei Servizi Energetici, per avere ulteriori elementi utili ai fini delle indagini istituzionali e dello svolgimento congiunto di verifiche sugli impianti.

“Se uniamo le nostre competenze tecniche al mandato istituzionale della Guardia di Finanza riusciremo ancora meglio ad allocare in modo equo e meritocratico le risorse che l’Italia investe per la crescita e lo sviluppo sostenibile e affida al GSE”, ha dichiarato Francesco Sperandini, Presidente del GSE.
Secondo il Gen.C.A. Luciano Carta, Comandante dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza, “la soluzione adottata in base all’esistente intesa, rafforzerà il presidio a tutela di un importante settore come quello del sostegno finanziario, nazionale e dell’Unione Europea, alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, ove già nel corrente anno il Corpo ha accertato frodi per oltre 100 mln di euro”.

14
Dicembre

Sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi, semplificare e rendere più trasparente la bolletta, rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete. Sono i principali obiettivi della riforma delle tariffe elettriche dell'Autorità che, a partire dal 1° gennaio 2016 e con ampia gradualità, tenendo conto dei risultati della sperimentazione, interesserà i 30 milioni di utenti elettrici domestici italiani.
La riforma, introdotta dalla direttiva europea 27/2012 sull'efficienza energetica, recepita in Italia dal decreto legislativo n. 102/14 che stabilisce che sia l'Autorità ad attuarla, uniformandoci agli altri paesi europei prevede che gradualmente venga superata l'attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e per gli oneri generali di sistema - cioè con un costo unitario del kWh che cresce per scaglioni all'aumentare dei prelievi - introdotta circa quarant'anni fa a seguito degli shock petroliferi degli anni '70. In un contesto sociale, economico e tecnologico radicalmente diverso rispetto all'attuale, venne infatti definito un sistema di sussidi incrociati tra consumatori in cui chi consuma di più (ad esempio le famiglie numerose), a parità di costi per il servizio paga anche qualcosa per chi consuma di meno (quindi anche single o coppie benestanti). Un sistema di scaglioni a costi differenziati che si riflette poi anche nella complessità delle nostre bollette che ora verranno semplificate. Al termine del processo di riforma, strutturato in 3 anni, quindi dal 1° gennaio 2018, la tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), in totale oltre il 40% della nostra bolletta, saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Ogni utente quindi pagherà in modo equo per i servizi che utilizza e la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un po' meno: ora andrà a pagare l'esatto corrispettivo per il servizio che usa, non più agevolato, ma congruente con i costi. Per tutti gli altri, chi deve consumare di più, ad esempio le famiglie numerose o chi abita in aree non metanizzate, ci sarà una sostanziale riduzione del sovra-costo fino ad oggi sopportato.
Per le famiglie in reale stato di bisogno, a basso reddito, l'Autorità ha poi previsto un 'ammortizzatore' che annullerà ogni possibile effetto negativo. Lo strumento è il bonus sociale di sconto, capace di intercettare chi è in concreta difficoltà. Con la riforma nel 2016 ne viene previsto il potenziamento automatico da parte dell'Autorità, in modo che per le famiglie a basso reddito che ne hanno diritto già dal prossimo anno non ci sia alcun aggravio di spesa, mantenendo allo stesso tempo la propria agevolazione[1]. A regime, per neutralizzare ogni effetto, la stessa Autorità ha segnalato a Governo e Parlamento l'opportunità di rafforzare stabilmente il bonus, sia in termini di intensità, portando lo sconto sulla bolletta dall'attuale 20% fino al 35% della spesa, sia con un ampliamento della platea di chi ne ha diritto.
La riforma della tariffa inoltre consentirà di liberare il potenziale di installazione di apparecchiature elettriche efficienti (come ad es. pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione), oggi frenate dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa, consumi elettrici che potranno essere sostitutivi di quelli di altri vettori energetici (gas, gpl o altro), per loro natura molto meno rinnovabili, portando anche ad un ulteriore possibile risparmio complessivo[2]. Inoltre queste apparecchiature elettriche sono quelle che meglio si adattano ad un aumento della penetrazione delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo, e dell'energia da loro stesse prodotta, sia di provenienza dalla rete - nel 2015 arriveremo a sfiorare il record del 45% circa della produzione elettrica nazionale ottenuta da fonti rinnovabili - sia autoprodotta e consumata sul posto con i piccoli impianti di produzione rinnovabili sempre più diffusi.

La riforma nel dettaglio
La riforma delle tariffe dell'Autorità, prevista dal decreto legislativo 102/14, giunge al termine di un articolato percorso di consultazione, accompagnato da diverse segnalazioni a Governo e Parlamento. A regime, quindi dal 2018, secondo la riforma, per i servizi di rete viene definita una struttura tariffaria non progressiva, uguale per tutti i clienti domestici, impostata in base al criterio dell'aderenza ai costi dei diversi servizi: i costi di misura, commercializzazione e distribuzione verranno coperti in quota fissa pro-cliente (€/anno) e in quota potenza (€/kW/anno), mentre i costi di trasmissione in quota energia (c€/kWh). Per la tariffa per gli oneri di sistema si mantiene invece una differenziazione tra clienti residenti (ai quali viene applicata tutta in quota energia come oggi, cioè in c€ per kWh prelevato) e non residenti (ai quali viene applicata sia in quota fissa, sia in quota energia), in modo tale che nel complesso tre quarti del gettito (per residenti e non residenti insieme) derivi comunque dalle quote energia. Nel complesso il 75% della bolletta dipenderà ancora dai kWh prelevati, mantenendo così un forte incentivo a comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Con la riforma per le famiglie emergerà anche una nuova 'leva' di personalizzazione, la potenza, per comportamenti energetici più moderni. Proprio per stimolare un utilizzo più attento e consapevole di quella impegnata, verranno introdotti livelli di potenza con un 'passo' più fitto rispetto all'attuale, in modo da aumentare la possibilità per il cliente di scegliere quello ottimale per le proprie esigenze; contestualmente ci sarà l'azzeramento transitorio dei costi per il cambio di livello (che passano da 30 a 0 euro) e, per scegliere meglio, verranno messi a disposizione i dati storici sulla massima potenza prelevata mensilmente. L'Autorità, per garantire l' 'ammortizzatore' per i clienti bisognosi per il 2016, in base a quanto già previsto dalle normative vigenti, aggiornerà il bonus di sconto per l'elettricità in modo da azzerare ogni possibile effetto sulle fasce disagiate, il tutto senza incrementare il valore della componente As della bolletta con cui si alimenta il meccanismo dei bonus. L'entità della compensazione sarà tale da controbilanciare completamente gli incrementi di spesa annua eventualmente derivanti dalla riforma per il prossimo anno. Nel corso del 2016 l'Autorità poi adeguerà ancora il bonus entro 60 giorni dall'entrata in vigore dell'atteso decreto ministeriale di revisione del meccanismo previsto dal d.lgs. 102/2014, o per effetto di altro provvedimento legislativo in materia.

La gradualità alla base della riforma

Il processo di gradualità prevede che dal 1° gennaio 2016 rimanga invariata la struttura tariffaria a scaglioni e che, solo per le tariffe per i servizi di rete, venga effettuato un primo intervento teso a 'smorzare' l'effetto di progressività ai consumi e ad aumentare le quote fisse (per punto e per potenza), riducendo di almeno il 25% l'entità del sussidio incrociato oggi esistente; inoltre viene avviata la raccolta e la messa a disposizione dei clienti dei dati relativi ai valori di potenza massima prelevata. Dal 1° gennaio 2017 ci sarà la piena applicazione della tariffa non progressiva per i servizi di rete e verrà effettuato il primo intervento anche sulla tariffa per gli oneri di sistema, in modo da diminuire l'effetto di progressività e limitare a 2 il numero di scaglioni di consumo annuo; verranno poi introdotte tutte le novità legate all'impegno di potenza, con l'offerta di un maggior numero di livelli tra cui scegliere. Dal 1° gennaio 2018 la riforma sarà a regime, applicando la piena struttura non progressiva anche alla tariffa per gli oneri generali di sistema. Inoltre, in coerenza con il percorso di gradualità e in parallelo alla riforma, verrà prolungata al 2016 la sperimentazione dell'attuale tariffa volontaria per le pompe di calore, consultando la possibilità di una sua estensione ad altri clienti domestici, anche per raccogliere ulteriori proposte dalle associazioni dei consumatori e ambientaliste.

[1]Secondo le stime attuali, se nei prossimi anni nulla cambiasse nei costi del sistema elettrico, le famiglie italiane continuerebbero a pagare la medesima bolletta elettrica complessiva, ma avverrebbe una redistribuzione tra diverse tipologie di famiglie. Per il 'cliente tipo' (con consumi medi di 2.700 kWh all'anno e una potenza di 3 kW) l'impatto della riforma - comprensivo delle imposte - potrebbe essere oggi stimato in 0,9 euro al mese nel 2016, 0,09 euro al mese nel 2017 e 0,76 euro al mese nel 2018, per una variazione totale stimabile tra 1 gennaio 2015 e 1 gennaio 2018 di 21 euro. La spesa media annuale passerebbe così dai 505 euro a 526 euro.
Per le famiglia numerose, con ad esempio consumi medi di 3.200 kWh/anno, il risparmio stimato complessivo in questi tre anni sarebbe di circa 46 euro, poiché la bolletta annua scenderebbe dai 668 euro a 622 euro. Le famiglie monocomponente 'non bisognose', con ad esempio consumi medi di 1.500 kWh/anno, registrerebbero gradualmente un impatto, comprensivo di tasse, di 2 euro al mese nel 2016, di 3,7 euro al mese nel 2017 e di 0,6 euro al mese nel 2018, con la spesa media che passerebbe da 256 euro nel 2015 a 334 euro nel 2018.

[2] Il segnale di prezzo percepito dal consumatore non sarà più distorto e si avrà libertà di scegliere il vettore energetico più adatto alle esigenze della singola famiglia, cioè se scegliere l'elettricità, il gas, il GPL o altro. Infatti oggi chi ad esempio per riscaldare vuole utilizzare un'efficiente pompa di calore viene penalizzato da più alte tariffe. Con la riforma, e quindi con una più stretta aderenza ai reali costi, potrà scegliere se utilizzare la pompa di calore ad altissima efficienza senza essere penalizzato, magari risparmiando se, guardando all'intero bilancio energetico della famiglia, potrà così sostituirla al gas. Ragionamenti simili si possono fare anche con i veicoli elettrici al posto di quelli a benzina o gasolio, o alle piastre ad induzione per cucinare.

09
Dicembre

E' disponibile la nuova versione del software DOCET v. 3.15.12.42 con possibilità di redigere APE. 

DOCET è uno strumento di simulazione a bilanci mensili per la certificazione energetica degli edifici residenziali esistenti che nasce dalla ricerca di approcci semplificati per facilitare l’inserimento dei dati da parte di utenti anche senza specifiche competenze, definendo un’interfaccia che consente di qualificare dal punto di vista energetico edifici esistenti, in modo semplice e riproducibile.

Lo strumento infatti si contraddistingue per l’elevata semplificazione dei dati in input e la Riproducibilità delle analisi, senza tuttavia rinunciare all’accuratezza del risultato.

04
Dicembre

Aggiornamento delle procedure delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione – TICA. Il provvedimento introduce una serie di aggiornamenti del TICA al fine di risolvere alcune criticità segnalate dagli operatori, nonché al fine di tenere conto degli esiti delle procedure di risoluzione delle controversie nel frattempo intercorsi.

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/15/558-15.pdf

03
Dicembre

A conclusione delle attività di verifica del conseguimento dell’obbligo di risparmio di energia primaria relativo all’anno 2014, incluse le quote aggiuntive derivanti dalle compensazioni per l’anno d’obbligo 2013, svolte dal GSE, si comunica il dettaglio dell’importo spettante a ciascun distributore di energia elettrica e gas naturale, soggetto all’obbligo, per la copertura degli oneri sostenuti. I relativi importi, come illustrato nell’Allegato, saranno corrisposti da Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico, secondo specifiche modalità e tempistiche da essa definite.
In attuazione dell’art.5, comma 4 della deliberazione dell’Autorità 13/2014/R/EFR, l’erogazione del contributo viene effettuata:
a valere sul “Conto oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica” di cui all’articolo 53 del Testo Integrato Trasporto, indipendentemente dalla tipologia di titoli utilizzati, a fronte della consegna di titoli di efficienza energetica da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012;
a valere sul “Fondo per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale” di cui all’articolo 71 della RTDG 2014-2019, indipendentemente dalla tipologia di titoli utilizzati, a fronte della consegna di titoli di efficienza energetica da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), del medesimo decreto.